
Conoscenza: il primo passo
Crediamo fermamente che l’acquisizione di conoscenze di base attraverso la ricerca sul campo sia il fondamento di qualsiasi programma di conservazione in situ.
Studiamo primariamente specie ornitiche europee ed africane, tramite:
- Osservazione diretta e monitoraggio
- Biotelementria
- Genomica di popolazione
La comprensione dei loro requisiti ecologici, della struttura genetica di popolazione e dell’uso dello spazio serve a fornire linee guida gestionali a enti parco, redigere piani d’azione e implementare programmi di conservazione ex situ.
Condivisione: il secondo passo
La ricerca da sola non è sufficiente a garantire la conservazione. Una volta identificati e quantificati i fattori di rischio, è fondamentale tradurre i risultati in azioni concrete, collaborando strettamente con enti gestori e stakeholders per ridurre le pressioni sulle popolazioni più vulnerabili.
Diffondere le scoperte è altrettanto importante. Organizziamo e partecipiamo a programmi educativi indirizzati al grande pubblico o alle comunità locali, per facilitare la coesistenza con la fauna selvatica. In questo modo, la conservazione diventa un processo condiviso, basato su scienza, responsabilità gestionale e coinvolgimento sociale.


Queste specie rappresentano linee evolutive uniche e contribuiscono in modo significativo alla diversità filogenetica globale. La loro perdita comporterebbe la scomparsa di intere porzioni dell’albero della vita, rendendo la loro conservazione particolarmente prioritaria.

Alcune specie esercitano un’influenza determinante sul funzionamento e la stabilità degli ecosistemi. Attraverso processi come la regolazione delle reti trofiche, la dispersione dei semi e il trasferimento di nutrienti, queste specie contribuiscono al mantenimento della biodiversità.

Studiare queste specie è essenziale per identificare le cause del loro declino e definire strategie di conservazione efficaci. Queste specie fungono spesso da indicatori dello stato di salute degli ecosistemi e la loro perdita può innescare effetti a cascata sui processi ecologici.
NEWS
RIMANI AGGIORNATO SULLE NOSTRE ATTIVITÀ
-
Incontro con gli ecologi del SENAPA
Il 6 gennaio 2026 si è svolto a Fort Ikoma un meeting tecnico finalizzato alla discussione e definizione di potenziali strategie di conservazione del serpentario nell’ecosistema Serengeti, una delle ultime aree chiave per la sopravvivenza…
-
La vita segreta del serpentario: riproduzione nel Serengeti
Vi presentiamo un breve video di 7 minuti dedicato alla biologia riproduttiva del serpentario nell’ecosistema del Serengeti. Il video vi accompagnerà attraverso tutte le fasi del ciclo riproduttivo di questo straordinario rapace: dal corteggiamento alla…
-
Nuovo articolo scientifico sul serpentario
È ora disponibile online il nostro secondo lavoro sul serpentario, una delle specie simbolo delle praterie africane e oggi sempre più minacciata. L’articolo è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Wildlide Biology”. In questo lavoro abbiamo…

“
Perché la capacità di evolvere è una condizione necessaria per la sopravvivenza?
Il cambiamento ambientale è una realtà inevitabile. Anche se il clima rimanesse per sempre congelato nello stato attuale, l’ambiente biotico di tutte le specie continuerebbe a cambiare. Ad esempio, gli organismi di piccole dimensioni continuerebbero a evolvere anche se quelli di grandi dimensioni non potessero farlo, modificando il regime di selezione per i loro predatori, ospiti, simbionti e competitori. Inoltre, man mano che gli habitat naturali vengono frammentati a causa dell’impatto della civiltà, le estinzioni e i cambiamenti nella struttura e nella dominanza delle comunità altereranno profondamente le condizioni di vita per tutte le specie. Considerati questi processi inevitabili, un programma di conservazione deve garantire il mantenimento del potenziale evolutivo.”
O.H. Frankel & M.E. Soulé
Conservation and Evolution



